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Innovazione & tortellini

Tortellini

Un interessante articolo di Alberto Forchielli sulle differenze negli investimenti in Italia e nel resto del mondo.

Chi è Alberto Forchielli?

Forchielli

Alberto Forchielli, born in 1955 - MBA with Honors from Harvard Business School and BA cum laude in Economics from University of Bologna - is Founder, Partner, Managing Director, Investment Committee Member and Member of the Board of Mandarin Capital Partners; Founder and President of Osservatorio Asia, a non-profit Research Center focusing on Asia; Founder and President of Cleantech srl, a renewable energy company mainly focused on developing and managing utility-grade solar energy projects. From July 2012 he is Director of the Executive Council of CEIBS (China Europe International Business School) in Shanghai. Forchielli is an expert in international business development, particularly in China and India, thanks to his strategic abilities based on a 30 years experience. He publishes a weekly release: ‘Notebook from Shanghai’ on Radiocor Il Sole 24 Ore, the largest Italian Financial Press Agency. He also holds weekly interviews on China economy on Radio 24 - Il Sole 24 Ore and he publishes his own Blog on Caixin Media website in China: fugeli.blog.caixin.com/, and his own English blog: www.albertoforchielli.com. Born in Bologna, in his own operative background he experienced working and extensively living in several Countries all over the world: Singapore at Finmeccanica, Washington DC at World Bank, Luxembourg at European Investment Bank, Rome at IRI Group, Turin, Boston and London, Santiago and Lima at Mac Group, Hong Kong and Shanghai at Mandarin Capital Partners.

Eccovi un estratto del suo articolo:

…i poli davvero innovativi sono Boston, Silicon Valley, Berlino, Tel Aviv, Shenzhen in Cina, dove, per esempio, quattro ragazzini sono diventati stramiliardari in dollari producendo droni. In queste città l’economia tira di brutto, la ricchezza è smisurata e, soprattutto, è collettiva perché l’investimento in tecnologia si trascina dietro anche le altri componenti dell’investimento tradizionale: dall’alberghiero ai servizi.
Noi, da Piacenza a Rimini, ci immaginiamo ancora la Cina come la terra della manifattura di bassa qualità e a basso costo ma in realtà è già diventata da anni una centrale di innovazione. E nel 2014 le industrie di Shenzhen hanno investito 21 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, il 53% in più rispetto al 2011. In Emilia-Romagna quanto hanno investito le aziende in ricerca e sviluppo? Lasciamo perdere che ci viene da piangere. Dubito che la migliore delle nostre aziende abbia superato i € 50 milioni o il 4/5 % del fatturato. Questo ritardo nell’agganciare l’internet dell’industria, nonostante tutte le chiacchiere nostrane, rischia di diventare per noi quello che l’internet fu nel 1995 la fine dell’elettronica giapponese con tutti i grandi marchi venduti e falliti e l’emergere di Samsung ed LG in Korea e di una miriade di concorrenti  Cinesi.

 La sue conclusioni sono tristemente vere:

Ma non è solo questione di investimenti. È soprattutto una questione di mentalità. Quando sei a tavola a Boston e a Shenzhen si parla di futuro, a tavola a Bologna si parla di quanto costa l’ombrellone a Milano Marittima. Siamo troppo provinciali e ci autoincensiamo senza motivo. Okay, in regione va meglio che in altre zone d’Italia ma non è abbastanza per competere a livello globale. In Cina, come testimoniano i numeri, ci fanno neri.
Perciò fidatevi del sottoscritto. La differenza tra noi è il mondo che vola si percepisce anche solo nelle conversazioni a tavola tra Bologna, Boston e Shenzhen. Ci consola un fatto. Almeno nei nostri piatti ci sono i tortellini.

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